L'uno e gli altri

3° EDIZIONE

Logo iniziativa l'uno e gli altri 2001

LUOGHI E MODI DI DIRE DIO

Una delle costanti in cui da sempre si esprime il fenomeno religioso è nella localizzazione di alcuni luoghi in cui esprimere le diverse forme di culto, anche se questo non implica necessariamente la sacralizzazione di tali luoghi, ma può anche semplicemente esprimere la necessità di identificare l’esistenza di una comunità di fede. In altri casi invece il luogo del culto e la sua struttura sono considerati, anche se secondo modalità diverse, in qualche modo, essi stessi come espressione del sacro e del divino.

Un’altra grande costante espressiva del fatto religioso e comunque dell’esperienza di fede è la codificazione di alcune forme espressive che vengono riproposte con periodicità diverse come momenti significativi per la continuità dell’esistenza di tali comunità.

Pur nella enorme diversità di espressione del fenomeno religioso, sotto tutti i cieli e in tutti i tempi ci sono stati dei LUOGHI e dei MODI per dire DIO. Luoghi e modi non solo diversissimi tra loro, ma spesso anche molto liberi nelle possibilità espressive, in cui tuttavia si esprime una forma precisa di religiosità cultuale.

Quali analogie e quali diversità ci sono nel modo in cui le diverse comunità religiose organizzano i loro momenti cultuali e quale ruolo hanno i luoghi, quando ne hanno e se ce l’hanno?

Conoscere meglio i luoghi e i modi in cui tradizioni religiose che ormai ci sono vicine, spesso dietro l’angolo di casa, esprimono la loro fede può dunque essere un aiuto non solo a chi crede, per capire meglio la propria fede nel confronto con altre forme di espressione religiosa, ma per tutti e tutte a comprendere meglio alcuni aspetti del futuro che ci sta davanti.

Ovviamente non è possibile una rassegna esaustiva. Ci accontenteremo di un viaggio che non toccherà tutti i porti possibili e che anche dei porti in cui farà scalo si limiterà a visitare alcuni angoli, qualche locus significativo. Perché, come ci insegnava il marrano Michel de Montaigne nei suoi resoconti di viaggio (uno particolarmente bello attraverso l’Italia) non è possibile riportare a casa propria ciò che si è visto: l’importante è che ciò che si è visto susciti delle curiosità, crei degli interrogativi, rimanga vivo e attivo, inviti ad altri viaggi, arricchisca l’esperienza di tutti i giorni.

Per il terzo anno consecutivo L'Uno e gli altri vuole rinnovare la scommessa di parlare di religioni per favorire la comprensione e il dialogo senza preclusioni e senza esclusioni.

a cura di Gioachino Pistone
Libreria Claudiana Milano

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

1 febbraio 2001 ore 21

- Villa Casati - sala riunioni

Henry Maknouz, cantore della sinagoga libanese di Milano

Elia Richetti, vicerabbino capo della Comunità Ebraica di Milano

Francesco Spagnolo, direttore di Yuval Italia, Centro studi sulla musica ebraica

castello

 

MAKOM - MAKAM / LUOGO e MODO

HaMakom (il luogo), in ebraico, è anche uno dei nomi di Dio. Il suo corrispondente arabo Makam significa sia luogo che modo. Questa assonanza ci guiderà nel nostro viaggio attraverso il canto nelle tradizioni ebraiche.

Iniziamo dunque con una esplorazione del canto liturgico nelle diverse tradizioni ebraiche. Sappiamo che la diaspora ebraica copre una straordinaria estensione di tempo e di spazio (dalla Polonia alla Spagna allo Yemen, solo per citare alcuni luoghi) e che grazie alla lingua ed alla liturgia è riuscita a mantenere l’identità del popolo di Israele attraverso più di duemila anni di esilio. Questa unità non è però uniforme, ma plurale. La stessa lingua per la stessa struttura liturgica, ma articolata in modi ed in sonorità diverse. La serata che viene proposta prevede anche l’ascolto di brani vocali in ebraico da parte di due cantori. Si tratta di una ricerca proposta recentemente anche in ambito universitario.

 

8 febbraio 2001 ore 21

 - Villa Casati - sala riunioni

 Traian Valdmann,  vicario episcopale delle comunità ortodosse romene in Italia

 

 

 

 

cittadina

ARCHITETTURA E ICONOGRAFIA NEL MONDO ORTODOSSO

 

Ci avviciniamo ad una delle tradizioni cristiane: quella ortodossa orientale. Nel nostro mondo europeo occidentale diamo generalmente per conosciute le due grandi confessioni cristiane presenti: il cattolicesimo romano ed il protestantesimo. Forse non è così del tutto scontato. E’ però sicura che il mondo ortodosso rappresenta una grande pagina bianca, anche se ogni giorno lo sentiamo più vicino. La liturgia, l’icona, la struttura stessa della chiesa (intesa come struttura architettonica e pittorica) hanno un'importanza fondamentale nello sviluppo della spiritualità e della teologia ortodosse.  Chiunque abbia assistito ad una liturgia del cristianesimo orientale, difficilmente avrà compreso esattamente, di primo acchito, il senso di tutto quanto succedeva, ma difficilmente potrà non esserne rimasto affascinato. Cercheremo di comprendere anche le ragioni di queste affascinanti espressioni di una grande spiritualità cristiana che, di fatto, solo oggi si comincia a conoscere al di fuori dei luoghi di ricerca e di studio ad essa dedicati.

 

15 febbraio 2001 ore 21

- Villa Casati - sala riunioni

 ‘Alinur Al Musafir D. Paterna, vicepresidente della confraternita Sufi Jerrahi Halveti

insieme di Chiese

LUOGHI E MODI DI DIRE DIO NELL’ISLAM

Questo incontro ci porta a conoscere qualcosa in più dell’Islam, la sottomissione a Dio. L’Islam ha costruito luoghi di culto di grande splendore e bellezza, mantenendosi fedele al più rigoroso divieto di raffigurarvi immagini. Inoltre ha sviluppato alcune caratteristiche cultuali che lo caratterizzano in maniera molto evidente, come la preghiera quotidiana in diverse ore del giorno, il dovere della carità, il digiuno durante il mese di Ramadan, il pellegrinaggio alla Mecca. Ed anche l’Islam, quando lo si voglia avvicinare si rivela come un universo variegato e multicolore, attento al nuovo ed aperto al confronto con le altre culture e religioni. Particolarmente affascinanti per molti sono poi le correnti mistiche dell’Islam stesso che hanno arricchito in tempi recenti molte correnti filosofiche e spirituali dell’Occidente, peraltro spesso senza che il debito venisse dichiarato.

 

22 febbraio 2001 ore 21

- Villa Casati - sala riunioni

  

Giampiero Comolli, saggista e scrittore, esperto di religioni orientali

Chiesa

I TEMPLI E I LUOGHI DI CULTO NELLE TRADIZIONI DELL’ORIENTE

Dedichiamo infine questa serata alle spiritualità orientali, senza esotismi, ma per capire le affinità e le diversità, le modalità di risposta alle domande che anche noi ci poniamo, oppure se vogliono rispondere a domande diverse rispetto a quelle che noi, europei occidentali, in maggioranza, ci poniamo. E cercheremo di farlo seguendo un percorso anche visivo che evidenzi i significati religiosi legati alle strutture dei templi e dei luoghi di culto di tali religioni e spiritualità, consci peraltro di dover catalogare sotto un' unica etichetta tradizioni molto diverse e lontane tra di loro. Lo sforzo sarà quello di evidenziarne i punti di contatto e le differenze principali, nella convinzione che esista comunque un denominatore comune di differenza rispetto al cristianesimo che spiega anche l’attrazione che l’Oriente filosofico e religioso (poiché qui i confini sono diversi rispetto all’Occidente) esercita su molti europei oggi

 

 

albero stilizzato in bianco e nero

PER INFORMAZIONI biblioteca@comune.colognomonzese.mi.it

Immagini grafiche a cura di Carmen Carlotta


  Logo biblioteca  Biblioteca Civica Cologno Monzese pagina a cura di Gianluca Cattaneo e Marilena Cortesini     
redatta il 22/01/2001

 ultima revisione
09/09/2002

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