Alcuni romanzi ...

Julio Cortezar
Il persecutore
Torino, Einaudi, 1989

Racconto costruito intorno alla storia della vita di Charlie Parker, sassofonista e padre del jazz moderno, un uomo "che nella sua musica, nei suoi amori, nei suoi vizi, nella sua infelicita' non agisce che a livello di sensazioni" e di cui Cortazar riproduce in prosa il linguaggio solistico. Omaggio al mondo del jazz e alle sue ossessioni creative, cui Cortazar era stato intimamente iniziato.

Toni Morrison
Jazz
Milano, Frassinelli, 1993

Harlem 1926, Joe Trace, un venditore di cosmetici, uccide Dorcas, la sua amante diciottenne. Al suo funerale, Violet, moglie di Joe, cerca di sfigurarne il cadavere. Questa potrebbe essere la trama del romanzo che pero' va ben oltre il semplice intreccio per disegnare un ritratto della societa' nera che il narratore intesse con un racconto il cui ritmo ricorda il Jazz.
I protagonisti sono accumunati da un passato di disagi e grandi sofferenze, alla loro vicenda si affiancano altre storie, voci che si susseguono e si intersecano, punti di vista molteplici: l'affresco grandioso dell'America nera all'epoca della grande Depressione che nella musica Jazz ha trovato la sua voce, musica che mirabilmente esce dalle pagine di questo romanzo.

Chester Himes
Rabbia ad Harlem
Milano, Marcos y Marcos, 1991

Jackson, uomo onesto e credulone, si fa coinvolgere dalla sua ragazza in affari truffaldini. La banda in cui incappa gli soffia tutti i suoi averi e lo mette nei guai fino al punto di rischiare di finire intrappolato nelle mani della polizia. Per salvarsi chiede aiuto al fratello Goldy, tossicomane incallito travestito da suora che si guadagna da vivere venendo biglietti per il paradiso. Uno spaccato duro ma fedele dell'America "nera", un mondo dove rabbia e violenza spesso finiscono per avere la meglio.
Usando le parole di Manuel Vazuez Montalban nella sua prefazione "Colori, odori, gesti, alimenti, riti compongono un fregio magistrale che si presta in primo luogo ad una lettura di tipo antropologico ma che Chester Himes eleva alla categoria della miglior letteratura attraverso una posizione morale malinconicamente umoristica e una capacita' ritmica e descrittiva segnata da una segreta musicalita'".

Michael Ondaatje
Buddy Bolden's Blues
Milano, Garzanti, 1995

Il romanzo prende avvio da una frase e una vecchia fotografia sgranata per ricostruire, con intreccio continuo tra storia fantasia e leggenda, la straordinaria carriera del trombettista Charles "Buddy" Bolden, uno degli inventori del jazz. La vicenda e' ambientata in una New Orleans di inizio secolo, tra bordelli locali notturni e fumerie d'oppio dove "Buddy" si guadagna da vivere suonando e facendo altri mille mestieri fino alla tragica conclusione della sua esistenza. Una vita spesa all'insegna dell'eccesso della quale rimane il "suo" jazz, le note che Bolden "sapeva scolpire nell'aria".

Geoff Dyer
Natura morta con custodia di sax
Torino, Instar Libri, 1993

Sette racconti che hanno come protagonisti i grandi del jazz: Lester Young, grandissimo sassofonista negli ultimi giorni della sua vita; Thelonious Monk, stralunato pianista dalla tecnica particolarissima che insegue le proprie musiche per le strade della citta' e tra gli oggetti della propria cucina; Bud Powell, pianista geniale, tossicomane, pestato brutalmente dalla polizia di Harlem che morira' folle; Ben Webster, vagabondo solitario che suona per strada per gli sconosciuti; Charles Mingus, tiranno irascibile che trascina i suoi musicisti ai limiti della loro capacita' di resistenza; Chet Baker, bellisimo, corteggiato dalle donne e perennemente infedele; Art Pepper e i suoi sogni allucinati da tossicomane. Fa da cornice a tutte le storie il racconto on the road di Duke Ellington che, in compagnia del suo autista, percorre senza sosta in lungo e in largo gli Stati Uniti componendo musica su tovaglioli di carta e menu' di ristoranti.

Francis Scott Fitzgerald
Racconti dell'eta' del jazz
Mondadori, 1968

Si coglie in queste pagine pubblicate nel 1922 l'atmosfera della New York dell'immediato dopoguerra che affiora piena di tumulti, fermenti ed e' ricca di ebbrezze. Il mondo dell'aristocrazia americana sicura e inattaccabile nei suoi privilegi sembra osservato con occhi estranei, quegli sguardi che permettono un freddo distacco stilistico. Di questa produzione giovanile meritano soprattutto due titoli: Il diamante grosso come l'Hotel Ritz e Primo maggio.

Jack Kerouac
I sotterranei
Milano, Feltrinelli, 1981

La scrittura della Beat Generation è accompagnata per antonomasia dal mondo del jazz, fatto di ritmi ossessivi e insieme di improvvisazione creativa.
Tra i testi di Kerouac è il più curato stilisticamente, quello in cui si esplorano di più le tecniche del jazz: la distanza dalla melodia convenzionale che lascia spazio all'improvvisazione fine a se stessa fino a teorizzare la "creazione spontanea".
Scritto in tre giorni e tre nottu nel 1953 sotto l'effetto della benzendrina, è la storia dell'amore con una ragazza di colore: prosa calda più ritmo narrativo che assomiglia ad un assolo di be-bop. Gli amici Ginsberg e Burroughs rimasero talmente impressionati dalla sonorità del libro che lo invitarono a scrivere un saggio sul metodo di scrittura: Fondamenti della prosea spontanea e Dottrina & tecnica della prosa moderna che sono inseriti nella raccolta Battuti & beati: i Beat raccontati dai Beat (Einaudi, 1996).

Pascal Quignard
Sogno di un nuovo mondo
Frassinelli, 1996

Un libro crudo, aspro sulla difficile adolescenza di due ragazzi nella Francia ormai "liberata" dai tedeschi ma "occupata" dagli americani.
Proprio gli americani rappresentano il polo tra la realtà di una cittadina francese ritenuta soffocante dai protagonisti e i loro sogno di libertà. Ma è un amore-odio: figura simbolo di tale odio-amore è un militare americano, con il quale la protagonista deve l'elargizione di una batteria completa per esercitarsi a suonare jazz (ma gliela regalerà un pezzo per volta, a seconda dei capricci dell'americano, a suo insindacabile giudizio e ricatto).
L'avvicinamento del giovane protagonista e dei suoi compagni musicisti alla musica nera è l'unica possibile coniugazione del sogno americano, incarnato nell'espressione di chi a questa società americana si è sempre ribellato.
 


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