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:: La Pace di voce in voce - Racconto vincitore del concorso "Donne di pace" 2003/2004 (di Antonia Colombo)

    Scrivere di persone di pace puo’ essere la cosa più semplice del mondo, se si pensa a quelle figure che sono conosciute da tutti.

    Ma puo’ servirne parlarne ancora, quando già si sa molto?
    Piu’ appassionante è cercare intorno a noi.

    Ma a cosa guardare?
    Esistono persone di pace, nei dintorni di ognuno di noi?

    La pace è un aiuto prezioso che ognuno di noi potrebbe dare al mondo.
    Ma è così difficile fare emergere la nostra personale voglia di pace?

    E’ più semplice, rifugiarsi in atti esteriori (una bandiera alla finestra o il regalo a Natale) che viverla come una situazione interiore?

    Ho conosciuto una persona, nelle scorse settimane.

    Lavora nella biblioteca di un paesino con 3500 anime, più o meno.

    Un incarico, come tanti altri.
    Ma a contatto con la gente.
    E quindi con la possibilità di interagire con le persone, trasfondere emozioni positive o negative.
    Trasmettere sensazioni che influenzano gli altri e si diffondono.

    Per Lei essere, gentile, disponibile, attenta, cortese o antipatica, scontrosa e bisbetica, potrebbe fare lo stesso.
    Il suo lavoro comunque non cambierebbe.

    Ma il risultato, in realtà, è enormemente diverso.

    Questa persona, di cui non conosco nemmeno il nome, ha deciso di fare una scelta.

    E di fare la differenza: donare in ogni momento quella ricchezza che ha dentro di sé.
    Perché è di questo che si tratta: la pace è una ricchezza che puoi dare e di cui rimani sempre possessore.

    Entrare nella Sua biblioteca fa avvertire immediatamente come Lei “ami” il suo lavoro, ami aiutare le persone, consigliare, incuriosirle alle lettura.
    Dare il meglio di sé.
    Donare agli altri la pace che ha dentro il suo animo.
    E lo fa con tutti, indistintamente grandi e bambini.
    Con loro, poi, è ancora più sensibile.

    Lo comprendi dal tempo che dedica ai piccoli, e dalla tenerezza con cui li accompagna, all’interno della biblioteca, alla ricerca dei libri più insoliti, più originali, scrutandone le reazioni a quello che sta mostrando, per incuriosirli.

    Lei che fino a diciott’anni leggeva solo se obbligata da doveri scolatici, cercando, se possibile di svignarsela con sommari o riassunti.

    Entrare in sintonia con gli altri è una delle capacità che sento in Lei.

    Avrebbe tranquillamente potuto essere la solita bibliotecaria, intenta a consegnare libri, richiamare all’ordine gli utenti ritardatari e controllare che i volumi siano riconsegnati in buone condizioni.

    Invece sa trasmettere la voglia fisica di approfittare di cio’ che i libri offrono, per leggere, divertirsi, crescere, appassionarsi a qualcosa.

    La pace è un virus potenzialmente positivo che le persone hanno dentro di sé.
    Se riesci a trasmetterlo agli altri, si puo’ diffondere con facilità e moltiplicarsi all’infinito ma, non porta malattie, solo benessere.

    Questa persona con il suo amore per il lavoro di cui si occupa, diviene un esempio vivente di pace interiore e soddisfazione di sé.
    Da qualcosa di immateriale e molto personale, il bene si trasforma in concreta sostanza, nei gesti rivolti agli altri.

    Mi sono resa conto che non è così semplice trovare la pace intorno a noi, se si guarda a grandi traguardi, gloriosi azioni, a persone che illuminano con la loro bontà!

    E utopistico e persino frustrante pensare a traguardi così lontani.
    Difficilmente una persona comune, come siamo tutti noi, si sente in grado di raggiungere tanto facilmente queste mete.

    E’ più facile trasformare questa difficoltà in una scusa per giustificarsi e non fare niente.

    E il distogliere i nostri occhi da cio’ che piu’ facilmente potremmo fare, le piccole cose di tutti giorni, che portano pace nelle nostre vite, ma che così facilmente passare inosservate.

    La pace potrebbe essere un’abitudine per tutti, un abito da indossare tutti i giorni, fino a quando non diventi parte della nostre epidermide.

    E’, prima di tutto, ricerca dentro di noi, di serenità, di equilibrio, di attenzioni verso noi stessi. Solo così la pace entra nel nostro modo di vivere ed ogni nostra azione diverrà segnale di distensione.

    Che significa poter discutere e avere opinioni differenti, ma proponendosi agli altri in modo aperto, per affrontare le differenze di idee, le difficoltà, le avversità, i problemi come arricchimento.


    Antonia Colombo
 
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