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 La nostra proposta di lettura per il 23 aprile, giornata mondiale del libro e del diritto d’autore


copertina ‹‹ Non è mai esistito un periodo della storia in cui gran parte della “cultura” fosse “di proprietà” come è oggi. Eppure non è mai esistita un’epoca in cui la concentrazione del potere nel controllare gli utilizzi della cultura venisse così supinamente accettata come è ora. La domanda è: perché?››

copertina ‹‹ Grazie alla biblioteca, il lettore gode di un inestimabile privilegio: l’anonimato, ma non un anonimato solitario, desolato e sperduto, bensì un anonimato pubblico, assistito, per così dire. In questo luogo collettivo il lettore non conosce altro dio e altro padrone se non quello che vorrà scegliersi lui stesso››.
Questi sono i due libri che la biblioteca di Cologno ha scelto per rappresentare le ragioni della battaglia contro il prestito a pagamento nella giornata mondiale del libro e del diritto d’autore (23 aprile).

Cultura libera di Lawrence Lessig, finalmente tradotto in italiano, è l’opera più importante di uno dei più noti studiosi americani delle problematiche riguardanti la proprietà intellettuale e il diritto d’autore, fondatore del progetto “Creative Commons” (che mette a disposizione degli autori svariate possibilità di licenze all’insegna di un bilanciamento tra i diritti del creatore dell’opera e quelli del fruitore).
In questo saggio, scritto in un linguaggio brillante e appassionante, Lessig si dichiara preoccupato per le sorti della cultura libera in un mondo in cui si minacciano 150.000 dollari di multa per ogni violazione presunta del diritto d’autore. Gli “effetti collaterali” della guerra alla cosiddetta pirateria produrranno alla cultura danni molto più pesanti di quelli prodotti dalla stessa “pirateria”.

Il libro di Michel Melot, La saggezza del bibliotecario, è un agile pamphlet che rappresenta nel modo più fedele e insieme eterodosso la situazione professionale e culturale del bibliotecario in un universo in vertiginoso movimento. Melot affronta sia i”luoghi canonici” che gli argomenti controversi della professione e lo fa con lo stesso spirito curioso e iconoclasta che lo spinge a definire la biblioteca, in modo assolutamente non convenzionale , come “luogo dei legami”. Melot prende in esame anche la “leggenda della morte del bibliotecario inghiottito dal libro”, ma non ne sembra turbato più di tanto. La “saggezza del bibliotecario” sa che la “biblioteca senza libri” potrà essere chiamata come si vuole, ma l’importante è che “questo luogo rimanga libero” (ecco un elemento di significativa consonanza con il libro di Lessig). Per questo Melot si affanna di più ad argomentare la necessità di opporsi con tutte le proprie forze alla censura di ogni natura e specie.

Questi due libri rappresentano quindi una meditazione sul potere e sulla libertà della conoscenza. Da essi, nella giornata del libro, ci viene il monito a difendere ad ogni costo le istituzioni, frutto di centenarie battaglie di alfabetizzazione, che oggi garantiscono a tutti, indipendentemente dalle risorse economiche e dalla posizione sociale, la possibilità di leggere, informarsi e documentarsi.

 
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